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Chiarimenti sul modello autodichiarazione per gli spostamenti motivati ex D.P.C.M 08/03/2020 e riconfermata nel D.P.C.M 11/03/2020 relativo alle misure valide per i territori della NAZIONE Featured

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Nuovo modulo aggiornato al DPCM del 22/03/2020 allegato a fine articolo


Premessa all’articolo

Quanto segue deve essere contestualizzato alla data presente del 19 marzo 2020 sicuramente sul territorio del FVG in quanto al momento non si è nella possibilità di attuare di propria iniziativa alcuna analisi per la verifica di positività o meno da Covid19 senza l’ausilio delle strutture sanitarie competenti.

ESSERE O NON ESSERE POSITIVO ?

Leggendo il relativo modulo pubblicato sul sito del Ministero

(https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/modulo-autodichiarazione-17.3.2020.pdf)

sorge qualche dubbio e qualche preoccupazione nel compilarlo.
In primo luogo questo documento non va confuso con una “autocertificazione” perché tale non è, ma è invece corretto parlare di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e queste sono disciplinate da diverse disposizioni normative.

L’art. 46 del d.p.r. 445/2000 e s.m.i. disciplina l’autocertificazione, mentre l’art. 47 del medesimo d.p.r. disciplina la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Autocertificazione

L’autocertificazione (art. 46) è la dichiarazione che sostituisce le certificazioni relativamente agli stati, qualità personali e fatti, di seguito elencati:

a) data e il luogo di nascita;
b) residenza;
c) cittadinanza;
d) godimento dei diritti civili e politici;
e) stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
f) stato di famiglia;
g) esistenza in vita;
h) nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
i) iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;
l) appartenenza a ordini professionali;
m) titolo di studio, esami sostenuti;
n) qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
o) situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo
previsti da leggi speciali;
p) assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
q) possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio
dell’anagrafe tributaria;
r) stato di disoccupazione;
s) qualità di pensionato e categoria di pensione;
t) qualità di studente;
u) qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
v) iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
z) tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
aa) di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di
provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
bb) di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
bbb) di non essere l’ente destinatario di provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni amministrative di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
cc) qualità di vivenza a carico;
dd) tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile;
ee) di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di
concordato.

Da quanto esposto risulta che per autocertificare ci dev’essere a monte un certificato di cui si riproduce (autocertifica) fedelmente il contenuto come si suol dire “di proprio pugno”.

Ma nel nostro caso non esiste un certificato che per l’appunto certifichi lo stato di quarantena o la condizione di “non positivo”.

Pertanto, quanto richiesto dal modulo in commento non è autocertificabile.

Atto di notorietà

Al contrario questo modulo rappresenta lo spazio nel quale rendere una dichiarazione dell’atto di notorietà relativa a “stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell’interessato”.

Si richiama l’attenzione sulla locuzione “a diretta conoscenza dell’interessato”, ergo se dichiaro significa che conosco, se non conosco non dovrei dichiarare.

Sulla quarantena

Per uscire di casa e recarsi, ad esempio, al lavoro va detto che si è tenuti a dichiarare ai sensi dell’art. 47 del d.p.r. 445 citato “di non essere in quarantena” cioè un fatto di cui siamo venuti a diretta conoscenza.

Questo aspetto (essere in quarantena) è certamente conosciuto dall’interessato e dunque è da lui stesso serenamente dichiarabile, in quanto il dover “mettersi in quarantena” gli viene notiziato da un’azienda sanitaria che lo abbia visitato o abbia appreso i suoi sintomi via telefono. Pertanto, escludendo il caso di quarantena spontanea (ma in tal caso il nostro interessato non uscirebbe da casa) la questione si pone riguardo l’altra dichiarazione e cioè di “non essere risultato positivo”.

Essere o non essere positivo

Il fatto di “non essere risultato positivo” dev’essere una condizione conosciuta dall’interessato per poterla dichiarare. L’unico modo per acquisire la “diretta conoscenza” del “non essere risultato positivo” è quello di sottoporsi a un tampone, che però al momento non è obbligatorio, anzi a tale accertamento ci si sottopone soltanto in presenza dei sintomi acclarati da COVID-19.

In assenza di tampone la circostanza di “non essere risultato positivo” esce dalla sfera di conoscenza dell’interessato, quale presupposto per rendere la dichiarazione in questione, e per tale motivo non andrebbe dichiarata.  Di contro se si è nella condizione di dover dichiarare di non essere positivo al COVID-19 quantomeno si dovrebbe aggiungere la dicitura “per quanto di mia conoscenza”, questo con funzione esimente dalla responsabilità penale ben richiamata nel modulo. Chiunque, infatti, potrebbe essere asintomatico positivo a sua insaputa e in totale buona fede.

Dubbi sui dati personali attinenti lo stato di salute.

Ancora: la dichiarazione viene consegnata all’agente preposto al controllo che la trattiene?

Se sì i dati personali attinenti lo stato di salute (cc.dd. categorie particolari di dati o dati sensibili) che fine fanno?
Vengono archiviati, informatizzati, comunicati?
Che trattamento viene riservato loro da parte di un titolare del trattamento (Ministero Interno) che non appartiene al settore sanitario?

Tutto ciò non è dato sapere.

L’eccezionalità della situazione emergenziale non deve consentire di stendere un velo su questi legittimi quesiti.

Intanto sull’interessato dichiarante pende la spada di Damocle della responsabilità penale per una dichiarazione che una volta resa potrebbe risultare falsa a causa della rigidità del modulo in questione.


AGGIORNATO IL 24 Marzo 2020