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“Vaccinazioni di massa” conferenza stampa Roma 22/01/2020 Featured

Mercoledì 22 gennaio 2020 si è tenuta, a Montecitorio la conferenza stampa “Vaccinazioni di massa: quali conseguenze? La situazione epidemiologica italiana fra benefici e rischi dell’atto sanitario obbligatorio e profilattico”. Interessante ed approfondita analisi, da vedere.

Relatori:
* FRANCHI dottor Fabio (Trieste, 1950), medico chirurgo infettivologo,
gia’ dirigente sanitario, a riposo dal 2011; componente della sezione medico – scientifica della associazione Società Scientifica per il principio di precauzione;

* GIULIANI, prof. Livio (Roma, 1950)
gia’ Direttore di dipartimento dell’Ispesl e dell’Inail, rispettivamente a riposo dal 2010 e 2015; segretario e portavoce dell’ICEMS, International Commission for Electromagnetic Safety, e della associazione Società Scientifica per il principio di precauzione;

* Modera VIOLO, dr. Virgilio, giornalista pubblicista
e Presidente della Free Lance International Press di Roma

Il diritto fondamentale all’autodeterminazione, acquisito nel secondo dopoguerra dai sistemi giuridici nazionali e internazionali, indica chiaramente che deve prevalere il potere della persona sul potere politico e su quello medico (Rodotà, “Il diritto di avere diritti”, ed. Laterza, 2012, pag. 269). Oggi questo principio viene messo in discussione da una martellante e aggressiva campagna politico/mediatica che sempre più apertamente ha favorito il sacrificio di diritti costituzionali, come il diritto alla inclusione scolastica presso la scuola della infanzia (in violazione quindi del I comma dell’art. 34 della Costituzione della Repubblica italiana), e il diritto alla cura presso gli asili nido (subordinati ora nella loro fruizione all’espletamento di un trattamento sanitario) a favore di un’infondata vaccinazione di massa, supportata da notizie drogate, false, propagate con il solo scopo di promuovere un allarme sociale funzionale allo scopo. Un esempio eclatante e paradigmatico sono stata le affermazioni pubbliche dell’allora Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che per due volte dagli schermi tv nazionali ha parlato di oltre 200 bambini morti per morbillo a Londra. Si è riferita agli anni 2013 e 2014, quando in realtà i morti per morbillo furono zero. Non vi fu alcuna replica né smentita, né tantomeno delle Istituzioni. I vaccini hanno effetti avversi e considerarli rari non corrisponde ai dati dello stesso Ministero. Al contrario, come attestano gli stessi documenti AIFA, gli effetti gravi sono comuni. Malgrado ciò le istituzioni sanitarie hanno negato qualsiasi possibilità di critica, minando così alle fondamenta il valore del consenso e, a maggior ragione, del consenso libero ed informato. Dopo l’entrata in vigore della Legge 119/2017 che ha introdotto di fatto un obbligo collettivo e la coercizione indiretta alle famiglie che obiettano, è doveroso fare un bilancio non solo dell’ineludibile realtà delle reazioni avverse in un contesto di enorme sottostima, ma anche di quale danno alla ricerca scientifica e medica il dogmatismo imperante arrechi: impedire o limitare l’indipendenza di giudizio del medico nella vaccinoprofilassi – sotto la spada di Damocle di un procedimento disciplinare per una infrazione deontologica – è antiscientifico. Significa pregiudicare il giuramento di Ippocrate: “Giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione”. Ma non solo, la cosiddetta legge Lorenzin, ha di fatto lacerato la società civile, minacciato la serenità delle famiglie, impedito di prendere decisioni consapevoli e libere, causato nel mondo della infanzia improvvisi e traumatici interruzioni di percorsi scolastici già avviati, e prodotto una radicalizzazione della mancanza di fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni sanitarie, le quali ora minacciano e preferiscono l’autoritarismo al dialogo ed all’alleanza terapeutica deontologicamente fondata.

link https://youtu.be/rRx0PE6QJ9Q

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