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COMUNICATO STAMPA, 27 MAGGIO 2019, di LUCA SCANTAMBURLO Featured

Vi proponiamo il comunicato stampa di Luca Scantamburlo, redatto a seguito dell’archiviazione dell’esposto depositato presso la procura di Udine nel marzo 2017.

Link dell’articolo tratto dal sito “Vaccino Consapevole”

Leggete con calma ed attenzione tutti i passaggi del comunicato stampa, leggete con attenzione il decreto di archiviazione,
Una volta che vi siete fatti il quadro generale della situazione, fatevi delle domande e datevi delle risposte…

COM. STAMPA SCANTAMBURLO MAGGIO 2019
DECRETO DI ARCHIVIAZIONE PN – GIP – APRILE 2019
ESPOSTO SCANTAMBURLO LUCA – MARZO 2017
INTEGRAZIONE ESPOSTO – LUGLIO 2017

Inoltre a seguito della mancata notifica di archiviazione Luca Scantamburlo ha dato incarico al suo legale di presentare un reclamo alla autorità giudiziaria, nel tentativo di far annullare il decreto di archiviazione

Link dell’articolo riferito alla presentazione del reclamo

INDAGINI PENALI SULLA SICUREZZA DEI VACCINI: 

MANCATA NOTIFICA DELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE, DECRETO DI ARCHIVIAZIONE E 
PROSSIMO RECLAMO ALLA AUTORITÀ GIUDIZIARIA
Di Luca Scantamburlo

27 maggio 2019
Il sottoscritto – cittadino e genitore – per oltre due anni è stato “parte offesa” (questa la mia qualifica nelle risposte alle richieste “stato procedimento” ai sensi dell’art. 335 c.p.p.1) nel procedimento preliminare penale R.G. nr. 50866/2017 contro ignoti concernente la sicurezza dei vaccini e criticità di farmacovigilanza, a seguito di un esposto da me depositato presso la Procura della Repubblica di Udine a marzo 2017, ed integrato a luglio 2017 presso i NAS CC di Udine. Il fascicolo penale aperto dalla magistratura di Udine fu trasferito dopo pochi giorni alla Procura della Repubblica di Roma dove – nel corso dei mesi successivi – si ingrossò divenendo un insieme di fascicoli riuniti, in quanto altri soggetti – individuali o associativi – fornirono in un secondo momento altra documentazione e testimonianza alla attenzione della autorità giudiziaria di Roma o di altre città italiane, depositando esposti o esposti/denunce. A loro va dato merito. Dopo essere difeso dall’Avvocato Antonio Grazia Romano del Foro di Potenza – a cui diedi mandato nell’autunno 2017 e grazie al quale arrivammo alla pubblicazione su Il Fatto Quotidianodella notizia delle indagini penali sui vaccini (di val.pac. e Vds | 25 Novembre 2017), anche grazie all’aiuto di centinaia di genitori e cittadini italiani che scrissero ai maggiori quotidiani – io affidai nel febbraio 2018 la mia difesa ad uno studio legale di Roma: quello degli avvocati penalisti e cassazionisti Chiara e Giuseppe N. A. Madia.L’Avvocato Giuseppe Nicola A. Madia – che con il suo studio legale del Foro di Roma mi ha rappresentato legalmente dal febbraio 2018 alla primavera 2019 – recentemente ha manifestato volontà di declinare il mandato difensivo in data 07 maggio 2019, dopo aver depositato ad ottobre 2018 un opportuno e prezioso sollecito di indagine rivolto al Pubblico Ministero, con in allegato una perizia giurata asseverata di traduzione dall’inglese all’italiano, che evidenzia un segnale di allarme lanciato pubblicamente nel 2016 da una figura inserita all’epoca nelle istituzioni sanitarie (un medico neurologo, specializzato in neuroscienze, il dr. Pasquale Marchione), che ha o ha avuto in passato una posizione importante come dirigente all’interno dell’Ufficio di Farmacovigilanza dell’AIFA.Il suddetto medico si interrogava nel 2016 ed anche nel 2017 sul problema della contaminazione inorganica dei vaccini, sotto forma di particolato solido micro e nanodimensionato, cercando aiuto presso addetti ai lavori internazionali per valutare correttamente il rischio. La situazione di contaminazione delle fiale ed il relativo problema di sicurezza era definito – senza mezzi termini –“drammatico” (si dava cioè giusta attenzione e credito alle ricerche della dr.ssa M.A. Gatti, fisico e nanopatologo, e del dr. S.Montanari, nanopatologo e farmacologo).La testimonianza di questo medico è agli atti, depositata in Procura a Roma, sin dall’ottobre 2018. Dopo quasi due anni di “indagini preliminari” la Magistratura di Roma – con la richiesta di archiviazione del PM dr.ssa Maria Letizia Golfieri rivolta al GIP dr. Claudio Carini – ha manifestato la volontà di non esercitare la azione penale, cioè di non iscrivere alcuno nel registro degli indagati e di non richiedere un rinvio a giudizio. La richiesta di archiviazione – leggendo la calligrafia del decreto – pare risalga al settembre 2018. La decisione del GIP di archiviare – accogliendo la richiesta del PM – risale all’aprile 2019. Mi sembra pleonastico ma voglio comunque sottolinearlo: il problema dei vaccini contaminati e sporchi, resta probabilmente insoluto e drammaticamente presente, nonostante la avvenuta archiviazione da parte del Giudice per le Indagini Preliminari. 
Quello che emerge è che per la magistratura italiana – sia quella per quella di Torino (indagini a seguito di esposto del Codacons Piemonte, anch’esse archiviate) sia per quella di Roma – tale problema di contaminanti pare irrilevante o non significativo, e non in grado di minacciare la incolumità pubblica e la salute degli utenti del servizio sanitario nazionale. In aggiunta – come ulteriore considerazione personale – ribadisco quanto da me già affermato più volte (sono diplomato perito tecnico industriale specializzazione chimica industriale, e sono laureato in Lettere con una testi in Bioetica, ed ho affrontato corsi ed esami in Bioetica, Storia della scienza ed epistemologia): anche se i vaccini fossero non contaminati o sporchi (polvere inorganica, detriti anche di natura metallica / leghe metalliche) e perfettamente conformi alle schede tecniche di produzione, essi sono pur sempre dei farmaci: prodotti biotecnologici la cui somministrazione è già un atto sanitario profilattico, invasivo e rischioso, da valutare nel suo rapporto beneficio/rischio. E contengono già delle sostanze chimiche che presentano un rischio tossicologico: conservanti, stabilizzanti ed adiuvanti. 
Oltre alla presenza di contaminanti di origine biologica, la cui presenza è perfettamente nota e certificata, e considerata una componente “residuale” di produzione, da tollerare se al di sotto di certe soglie. 


ANTIBIOTICI NEI VACCINI: INSERITI NELLA COMPOSIZIONE DALLE INDUSTRIE FARMACEUTICHE 
La neomicina è un antibiotico (ma me ve ne sono altri impiegati nei vaccini) . Gli antibiotici – come la neomicina – sono scelti appositamente come eccipienti dei vaccini (sostanze chimiche ausiliarie del farmaco) dalle industrie farmaceutiche e correttamente inseriti nell’elenco di composizione del vaccino: sia nei cosiddetti “bugiardini” (foglietti illustrativi) sia nelle schede tecniche più dettagliate.
http://www.asl1.to.it/epidemiologia/rosolia/7_VACCINI_MPR.pdf
Come si evince dal link della ASL, l’antibiotico viene correttamente indicato nella composizione dei vaccini cosiddetti MPR di cui sopra, prodotto dalla GSK oppure dalla Aventis-Pasteur (contro morbillo, parotite e rosolia). L’eccipiente in questo caso evita la formazione di colonie di batteri. Viene usato con la funzione di antimicrobico, battericida. Ovviamente essendo una sostanza “contro la vita” (come suggerisce il nome, anti-biotico), il suo uso e la sua presenza in un farmaco destinato ad un infante/bambino, può presentare delle controindicazioni ed un rischio di reazioni/eventi avversi. Anche negli adulti. I foglietti illustrativi sono chiari in questo, nel mettere in guardia gli utilizzatori rispetto alla possibilità o evenienza di eventuali effetti avversi/collaterali, anche non noti. Ed invitano sempre a rivolgersi al proprio medico. 
https://www.humanitas-care.it/principi-attivi/neomicina/

GLIFOSATO IN TRACCE NEI VACCINI: SOSTANZE ESTRANEE; ANALISI DI LABORATORIO ITALIANE E QUELLE STATUNITENSI DEL 2016
Già il dr. V. D’Anna – biologo – ed il quotidiano Il Tempo negli scorsi mesi hanno posto l’accento sugli inquinanti che eccedono le soglie accettabili di sostanze residuali biologiche (come le tracce di DNA fetale, provenienti da certe linee cellulari appositamente coltivate in laboratorio e ricavate da feti abortiti per la preparazione di certi vaccini, come quello contro varicella e rosolia), oppure la presenza non tollerabile ed ammissibile di materiale virale o batterico estraneo, sconosciuto, non residuale e di sostanze chimiche estranee come farmaci o erbicidi (il glifosato è uno di questi, ed è classificato come un probabile cancerogeno dallo IARC, International Agency for Researchon Cancer), che per nessuna ragione dovrebbe essere presente in un farmaco. Molto probabile che la presenza ad esempio del glifosato – già rinvenuto in tracce nei vaccini, nel corso di analisi chimiche condotte in laboratori americani – sia connessa all’uso della gelatina di maiale per preparare i vaccini stessi. Le analisi commissionate dalla Associazione veneta CORVELVA nel 2018 e 2019 ed i risultati di laboratorio attesterebbero la presenza di sostanze estranee di natura organica nei vaccini, ed anche la presenza di erbicidi in tracce, confermando dunque quelle condotte negli Stati Uniti d’America un paio di anni fa (2016), quando l’associazione nordamericana Moms Across America rese pubblici risultati analoghi, tramite una ricerca autofinanziata: lo screening effettuato allora dal laboratorio Microbe Inotech Laboratories Inc. (St. Louis, Missouri,USA) utilizzando il metodo ELISA, pose in rilievo la presenza di glifosato nei seguenti vaccini: 

* MMR II (Merck): vaccino trivalente contro morbillo-parotite-rosolia (2.671 parti per bilione (ppb) di glifosato); 
* DTap Adacel (Sanofi Pasteur): vaccino trivalente contro difterite-tetano-pertosse (0.123 ppb di glifosato); 
*Influenza Fluvirin (Novartis), antiinfluenzale (0.331 ppb di glifosato); * HpB Energix-B (Glaxo Smith Kline), contro l’epatite B (0.325 ppb di glifosato); 
* Pneumonoccal Vax Polyvalent Pneumovax 23 (Merk), antipneumococcico (0.107 ppb di glifosato); 

La presenza potenziale del glifosato in tracce nei vaccini è nota alla stessa dr.ssa Giulia, Grillo, Onorevole Ministro della Salute, in quanto lei stessa – che è anche medico chirurgo specializzato in medicina legale – prima di salire al vertice del dicastero della Salute firmò anni fa una interrogazione a risposta in Commissione, agli atti alle Camere, in cui informava i colleghi parlamentari di questo potenziale rischio per la salute. 
Legislatura 17, ATTO CAMERA, Camera dei Deputati, Sindacato Ispettivo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE : 5/10154 presentata da COLONNESE VEGA il 20/12/2016 nella seduta numero 716 firmatari: GRILLO GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 GIORDANO SILVIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 DI VITA GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 LOREFICE MARIALUCIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 MANTERO MATTEO MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 NESCI DALILA MOVIMENTO 5 STELLE 20/12/2016 
La cosa paradossale, è che la d.rssa Grillo firmava anch’ella all’epoca le seguenti parole: 
“[…] Tale riscontro induce a valutazioni drammatiche se si considera che questo vaccino è destinato all’uso nei bambini a partire dai primi mesi di vita. D’altra parte, essendo il glifosato classificato dalla IARC come probabile cancerogeno per l’uomo, la sua presenza non può assolutamente essere giustificata, neppure in minime tracce, in nessuno dei vaccini;” 
Oggi la dr.ssa Grillo siede a capo del Ministero della Salute. Sono trascorsi poco più di due anni dalle parole da ella sottoscritte.

DNA FETALE NEI VACCINI: FETI ABORTITI E RICERCHE MEDICO-SCIENTIFICHE
Sulla presenza di DNA fetale nei vaccini, anche se solo in tracce – a causa dell’uso in laboratorio di linee cellulari coltivate e ricavate da feti umani abortiti – vi sarebbe un doveroso e sacrosanto discorso bioetico da fare, ma per il momento mi astengo. Chi fosse curioso non ha che da ascoltare la sconcertante testimonianza giurata resa dal dottor Stanley Alan Plotkin (USA, 1932), il quale in una aula di Tribunale americano (New Hope, Pennsylvania), l’11 gennaio 2018 ha ammesso candidamente – interrogato, in qualità di esperto, dall’avvocato Aaron Siri – che per arrivare alle linee cellulari fetali in uso attualmente (due), si è passati attraverso la ricerca esperimentazione condotta su 76 (settantasei) feti umani, abortiti decenni fa per motivi psichiatrici o sociali, ed utilizzati poi a fini di ricerca medico-scientifica (studio preparatorio), fatti letteralmente a pezzi tramite dissezione (cuore, lingua, milza, polmoni, reni, pelle ecc…), per decidere se potessero essere usati o meno nella produzione di vaccini (alla fine, si usarono altri due diversi feti umani, e nessuno di questi 76 dall’età gestionale di tre mesi di vita od oltre, che comunque finirono sui tavoli di laboratorio). L’avvocato Siri durante la udienza in Tribunale ha menzionato uno studio medico-scientifico preparatorio di cui il medico dr. Stanely Plotkin ha riconosciuto paternità ed esistenza, nondimeno ha affermato di non ricordare quanti altri studi preparatori esistano e che abbiano utilizzato feti umani abortiti a fini di ricerca medico-scientifica. Il dr. Stanley A. Plotkin – virologo e considerato il padrino dei vaccini – è stato ricercatore medico per decenni presso il Wistar Institute in Philadelphia, consulente per le maggiori multinazionali farmaceutiche produttrici di vaccini, ed è Professore Emerito di Pediatria alla Perelman School of Medicine della Università della Pennsylvania.
 
STABILIZZANTI E CONSERVANTI NEI VACCINI 
Nei vaccini si inseriscono di proposito altri eccipienti, come la formaldeide – un noto conservante organico usato da molto tempo in laboratorio (formalina) – ed altre sostanze stabilizzanti. Tutti questi prodotti garantiscono la cosiddetta “vita da scaffale” (in inglese si dice “shelf life”), cioè la data di scadenza, poiché queste sostanze fanno durare più a lungo il vaccino, in attesa della sua somministrazione, vaccino che di solito viene conservato in frigorifero (rispetto della cosiddetta “catena del freddo”) dal personale sanitario. Quando presente, la formaldeide presente nei vaccini è correttamente indicata nei bugiardini e nelle schede tecniche. Il PM dr.ssa Maria Letizia Golfieri – nella sua richiesta di archiviazione rivolta al GIP di Roma – sottolinea che la formaldeide è assente nei vaccini per la prima infanzia. Se la affermazione potrebbe essere corretta di primo acchito, in realtà non è così: innanzi tutto tace il fatto – o fa passare sotto silenzio – che per alcuni vaccini offerti e proposti a bambini in età scolare (anche a bambini nell’ultima età dell’infanzia, la fanciullezza, dunque non solo per gli adolescenti), la formaldeide è un residuo di produzione indicato chiaramente2. Viene usata anche per detossificare le tossine prodotte da un batterio, o inattivare un virus (è un agente inattivante, oltre che conservante).In secondo luogo, quello che si tace è il fatto che la formaldeide viene comunque usata anche nella preparazione di vaccini per la prima infanzia, ma il processo di allontanamento della sostanza nella tecnica farmaceutica è più curato, nondimeno non ne garantisce la rimozione totale dalla fiala (dose). Ad esempio il vaccino trivalente per la prima infanzia – il vaccinoDaptacel della Sanofi Pasteur, approvato nel 2002, ed usato negli Stati Uniti d’America contro tetano, difterite e pertosse per bambini dalle sei settimane ai sei anni di età – contiene comunque tracce di formaldeide al di sotto di una certa soglia (inferiore od uguale a 0,005 Milligrammi).3Il vaccino pentavalente pediatrico chiamato Pediarix della GSK – usato sempre per bambini dalle sei settimane ai sei anni di età contro tetano, difterite, pertosse, poliovirus ed epatite B, contiene invece tracce di formaldeide uguale o inferiore a 0,1 milligrammi “(100 mcg of residual formaldehyde”).4Si tratta di tracce ma la formaldeide – nota per avere proprietà battericide – è una sostanza dalla azione cancerogena, come ricorda lo stesso Ministero della Salute italiano:
 
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_283_ulterioriallegati_ulterioreallegato_5_alleg.pdf

a cura della Direzione generale della prevenzione sanitaria, Direzione generale della comunicazione e dei rapporti europei e internazionali, documento intitolato: “Formaldeide”, 2015 
” […] Nel 2004 la formaldeide è stata indicata dallo IARC tra i composti del gruppo I (cancerogeni certi). Essendo un agente con probabile azione cancerogena è raccomandabile un livello di concentrazione il più basso possibile. L’OMS ha fissato un valore guida pari a 0,1 mg/m3 (media su 30 minuti). ”

ADIUVANTI IMMUNOLOGICI: SALI DI ALLUMINIO E RISCHI 
Altro esempio: in alcuni vaccini – non in tutti – è presente l’Alluminio, un metallo, che viene usato nella preparazione dei vaccini, combinato in sali. I sali di alluminio sono usati per potenziare la risposta immunitaria dell’organismo rispetto all’antigene contro cui si vuole immunizzare artificialmente il soggetto (immunizzazione temporanea, che necessita di richiami negli anni successivi, perché non naturale). L’antigene viene adsorbito sul sale di alluminio, che prende il nome di adiuvante immunologico. L’organismo umano ed il suo sistema immunitario, infatti, si allerta meglio se individua una sostanza “estranea” nel sangue, e l’alluminio non ha funzioni nella fisiologia umana. Purtroppo l’alluminio è noto per essere una neurotossina. Nel corso del tempo, lentamente, l’alluminio accumulato o rimasto nei tessuti o nel sangue o nel cervello, viene escreto dall’organismo, ma la sua espulsione dall’organismo ha tempi diversi, anche molto lunghi, a seconda della specificità del soggetto e della sua reazione all’elemento estraneo, nonché a seconda di altri fattori, come età, peso corporeo, ecc… Anche l’alluminio, dunque, come la neomicina, presenta dei rischi per l’organismo umano, che sono tanto più alti quanto più bassa è l’età del soggetto che viene trattato (rischio durante il periodo della sinaptogenesi, nell’enecefalo), e quanto più grande è la difficoltà di escrezione. L’alluminio è poi da alcuni anni al centro del dibattito medico-scientifico, per essere sospettato non solo come un fattore scatenante il morbo di Alzheimer, ma anche come un responsabile dell’insorgenza di molte malattie autoimmuni, che sono sempre più frequenti nella infanzia ed adolescenza. 
Si legga in proposito: 
http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIAita.pdf
“SINDROME INFIAMMATORIA AUTOIMMUNE INDOTTA DA ADIUVANTI (ASIA) 2013:
Svelati gli aspetti patogenetici , clinici e diagnostici” 

IL RISCHIO ZERO PER I FARMACI NON ESISTE 
Non esiste un rischio zero nell’assunzione di un farmaco – come affermato candidamente ed onestamente in passato dallo stesso ISS di Roma sulle sue pagine Web – dunque anche per i vaccini, prodotti biotecnologici altamente complessi al giorno d’oggi, esiste una componente di scommessa ineludibile nell’atto sanitario di somministrazione del farmaco stesso, a maggior ragione se iniettabile, ed a maggior ragione quando questo farmaco presenta addirittura un rischio sconosciuto a causa di inquinanti presenti in tracce. A riguardo, l’ISS di Roma, nell’agosto 2017, si espresse dicendo che le sostanze inquinanti presenti nei vaccini, rinvenute effettivamente anche nel corso di esami di laboratorio condotti da enti istituzionali francesi, non costituirebbero un pericolo per la salute, vista la bassa concentrazione degli stessi: 

“Valutazione della qualità di vaccini ad uso umano Centro nazionale per il controllo e la valutazione dei farmaci, Cncf-Vaccini, Istituto superiore di sanità” 
03 agosto 2017 
“[…] Gli elementi inorganici evidenziati in maniera qualitativa mediante microscopia elettronica sono risultati a una analisi quantitativa sia al di sotto dei livelli di quantificazione del ICP/MS o presenti nell’ordine di alcuni µg/ml e, comunque, al di sotto dei valori standard applicabili ad altri farmaci iniettabili. I risultati dello studio francese dimostrano quindi che i metalli nei vaccini sono presenti ma, se analizzati in maniera quantitativa, a livelli così bassi da non costituire in alcun modo un pericolo quando esaminati da un punto di vista tossicologico, anche in considerazione delle quantità di metalli che sono assorbiti giornalmente dall’atmosfera, dagli alimenti e da altre fonti.” 

http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/ValutazioneQualitaVaccini.aspNondimeno non vi è menzione o riferimento – nei commenti del Cncf-Vaccini, ISS – di una valutazione del rischio nanotossicologico da corpo estraneo presente nell’organismo (gli inquinanti sono solidi, sotto forma di detriti, polveri, cfr. analisi dr.ssa Gatti e dr. Montanari). Né vi è traccia delle recenti acquisizioni e consapevolezze presso gli studi di neuroscienze, tossicologiche/neurologiche di frontiera (come quelle pubblicate anni fa in Grecia), per cui il livello tollerabile e sicuro di concentrazione di piombo nell’organismo, è zero. Cioè qualunque livello di concentrazione di piombo nell’essere umano, non è accettabile. Solo il livello zero (assenza di piombo) è sicuro. Inoltre, la problematica affrontata non tiene conto che il consenso ad una terapia medica / farmacologica – come stabilito dalle carte sovranazionali (Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, art. 3 e Convenzione di Oviedo, art. 5) – dovrebbe essere sempre libero ed informato,sempre ritirabile senza subire pregiudizio. La compressione del diritto all’autodeterminazione del singolo – in tema di salute – è possibile solo in casi di stato di necessità/emergenza, ed anche in tal caso comunque non può essere compresso fino all’annullamento.

GLI ATTI: L’ESPOSTO ED IL DECRETO DI ARCHIVIAZIONE DEL PM
Metto a disposizione di tutti gli italiani, in download, il testo del mio esposto e della sua integrazione, allegati inclusi, ed il testo della richiesta di archiviazione del PM indirizzata al GIP di Roma, accolto dal GIP l’11 aprile 2019 (Giudice dr. C. Carini). Le persone avranno così modo di confrontare quanto da me portato all’attenzione della autorità giudiziaria nel 2017, e quali sono state le ragioni e le argomentazioni del PM, che lo hanno condotto alla richiesta di archiviazione. 

STORIA DEL PROCEDIMENTO PRELIMINARE PENALE 50866/2017 C. IGNOTI: 
LE PARTI OFFESE ED I FASCICOLI RIUNITI

Il fascicolo penale nato dal mio esposto fu trasferito a Roma dalla Procura di Udine il 14 marzo 2017 con il nr. 1059/17 Ignoti (questo mi comunicò il PM di Udine tramite l’ufficio ricezione atti, su mia richiesta ai sensi dell’art. 116 cpp), e fu ricevuto a Roma il 23 marzo 2017. In data 06 aprile 2017 ci fu l’iscrizione del fascicolo nel registro generale contro ignoti, con l’assegnazione di unnuovo numero di procedimentonr. 50866/2017 Registro Ignoti. Nei mesi successivi, altri soggetti – a titolo personale, di gruppo o associativo – presentarono esposti o esposti/denunce alla autorità giudiziaria (non solo di Roma), ed alcuni di essi – non tutti – divennero parti offese, ed aggiunsero ulteriori documentazioni e testimonianze e punti di vista, tutto materiale che fu riunito ed accorpato al procedimento già aperto.

LE PARTI OFFESE
Nel fascicolo concernente l’elenco dei fatti criminosi, le parti offese sono:- il sottoscritto;– il Codacons di Roma;- il Movimento Liberazione Italia;Il totale delle persone offese menzionate nel decreto di archiviazione è cinque (5): io ho contato tre soggetti del movimento politico (fra cui il primo firmatario, A.P.) il Codacons sede di Roma ed il sottoscritto Luca Scantamburlo. 

TOTALE DEI FASCICOLI RIUNITI
Il totale dei fascicoli riuniti nel procedimento preliminare penale R.G. nr 50866/2017 consta (omettendo, ad eccezione del mio che firmo questo comunicato, i nomi degli altri esponenti e sostituendoli con le sole iniziali) del seguente materiale documentale:
* esposto di Scantamburlo Luca (02 marzo 2017) e sue integrazioni (luglio 2017);* esposto proposto dal Codacons di Roma;
* denuncia proposta da A. P5., (Movimento Liberazione Italia, a firma di A.P., ed anche di T.E., C.F., citati nel decreto di archiviazione del PM come aderenti al movimento);
* diffida ad adempiere da parte del Codacons indirizzata al Ministero della Salute, all’AIFA e per conoscenza alla Procura della Repubblica;
* esposto di A.C., privato cittadino (24.11.2017);
* esposto di gruppo, 34 privati cittadini (06.06.2017);
* esposto di M.L. privato cittadino (22.03.2018);
* esposto di gruppo, 2 privati cittadini, A.E., C.F. (“23.04.14”, sic!, data con probabile errore/refuso?);

ALTRI ESPOSTI E DENUNCE DEPOSITATI IN ITALIA
C’è da dire che in tutto questo – leggendo il decreto di archiviazione del PM dr.ssa Maria Letizia Golfieri – nulla trapela di preciso (tranne un vago accenno) riguardo alle numerose denunce ed esposti che sin dall’autunno 2017 furono depositate presso varie Procure della Repubblica di Italia, o presso le caserme dei Carabinieri, con richiesta di inoltro alla Procura di Roma. Quello che è emerso attraverso miei contatti e testimonianze di chi è stato autore esponente di esposti analoghi a quelli poi divenuti parte del procedimento penale, è che più di duemila denunce/esposti sarebbero stati archiviati – senza mai avere un seguito di apertura fascicolo – e tutti riuniti presso la Procura della Repubblica di Roma, in 14 faldoni sotto la il procedimento/registrazione nr. 9140/2017 K (assegnati e vagliati ad un altro PM, diverso dal PM affidatario del procedimento R.G. nr. 50866/2017 c. ignoti).La lettera K di questo diverso procedimento/registrazione indicherebbe una classificazione di denunce o esposti che non costituiscono ipotesi di reato, secondo la Procura. Si tratta di un “deposito in archivio”, e non di una “archiviazione” disposta dopo indagini preliminari condottedal Pubblico Ministero. Nulla vieta che quanto depositato ed in archivio possa essere riproposto in futuro, in modo diverso. In ogni caso, il quadro che appare è desolante, mortificante e non degno di un Paese democratico e civile: come è possibile – mi chiedo da cittadino – che di fronte ad oltre duemila esposti/denunce la autorità giudiziaria archivi tutto in un clima da ordinaria amministrazione, e non prenda una posizione di approfondimento e valuti con interesse e curiosità la mole di dati e testimonianze e criticità portate alla sua attenzione da una cittadinanza vigile e coscienziosa? Possibile che migliaia di persone in tutta Italia – di cultura medio alta – siano vittime di una allucinazione collettiva, e non abbiano portato alle autorità competenti alcun elementooggettivo, incontestabile e cruciale perché venissero svolte delle indagini serie in materia di salute pubblica e tutela dei diritti individuali e collettivi?

IL PARERE DEL MIO LEGALE, L’AVV. ALESSANDRA DEVETAG DEL FORO DI TRIESTE
Il mio attuale avvocato, la dr.ssa Alessandra Devetag del prestigioso Studio legale Volli del Foro di Trieste – cui ho conferito mandato di difesa in data 14 maggio 2019 – sostiene che vi è un margine di intervento affinché io possa far valere i miei diritti e si possa formulare dapprima reclamo al Tribunale monocratico ex art. 410 bis c.p.p. avverso il decreto di archiviazione del procedimento in oggetto per omesso avviso della avvenuta richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p., nonostante la rituale richiesta correttamente contenuta nell’esposto e – se il reclamo venisse accolto – avere il tempo sufficiente per presentare una opposizione alla richiesta di archiviazione del PM, opposizione che andrebbe redatta, fondata, e discussa nel corso di una udienza di fronte al GIP di Roma. Scrive in proposito ed alla mia attenzione il mio legale, l’Avv. Alessandra Devetag:
“ […] La motivazione del Pubblico Ministero per la mancata notifica muove dalla asserita mancata qualifica di persona offesa (intesa quale titolare del diritto direttamente tutelato dalla norma) in capo al cittadino nell’ipotesi di reato di commercio di farmaci non conformi (art. 443 c.p.) Purtroppo la Giurisprudenza conforta questa conclusione: il bene tutelato dalla norma è ravvisato nella salute pubblica, e l’unico soggetto incaricato di tutelare la salute pubblica è lo Stato, non potendo un cittadino rivendicare una posizione autonoma direttamente coinvolta nella fattispecie. Questa conclusione, oltre che a prima vista discutibile, collide, a mio avviso, con l’introduzione di pesanti sanzioni in caso di non ottemperanza all’obbligo vaccinale così come recentemente modificato dalla L. 119/17. “
L’avvocato – studiando attentamente il mio caso specifico – mi ha espresso la opinione che sia doveroso far valere alcune argomentazioni giuridiche da ella individuate, proponendo uno specifico reclamo, con la consapevolezza però che è altamente probabile un rigetto. Mi ha poi illustrato i rischi di un tale reclamo a mio carico, dal punto di vista di sanzione pecuniaria, e quali sono le possibilità di ricorso a livello europeo, una volta esaurite le possibilità di impugnazione interne all’Ordinamento Giuridico italiano. 

PROSSIMO RECLAMO ALLA AUTORITÀ GIUDIZIARIA
Per tutte le ragioni da me evidenziate in questo comunicato stampa, è mia intenzione presentare – tramite il mio legale rappresentante l’Avv. Alessandra Devetag dello Studio Volli di Trieste – opportuno e tempestivo reclamo alla Autorità giudiziaria competente ex art. 410 bis c.p.p., per mancata notifica della richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p.Anche per spendere e dare valore al residuo delle donazioni ricevute negli ultimi mesi da centinaia di italiani, che hanno creduto e credono nella Giustizia e nella affermazione della verità, dello Stato di Diritto e nella difesa dei principi e dei valori contenuti nella Costituzione della Repubblica italiana, che difendono la dignità ed il rispetto della persona umana, i diritti inviolabili dell’essere umano, e il diritto dei bambini e dei fanciulli ad accedere alla scuola (I comma art. 34).

Dispongo di un residuo di donazioni che mi consente di pagare – al momento – le spese legali per il reclamo, e le spese accessorie e legate al mandato, e le spese dello studio legale sostituto incaricato in loco dal mio avvocato, per accedere ed estrarre gli atti di archiviazione (spesa complessiva di alcune migliaia di Euro). Per quello che accadrà dopo, mi rivolgo e rivolgerò agli italiani chiedendo aiuto economico, sia qualora il sottoscritto sia punito con una ammenda (sanzione pecuniaria, oscillante da poche centinaia ad alcune migliaia di Euro), sia confidando che sia ancora possibile esercitare opposizione alla archiviazione di fronte al GIP in caso di accoglimento del reclamo avverso la archiviazione, oppure – in caso di rigetto del reclamo – riservandomi di rivolgermi ad altre sedi in ambito europeo.Confido che chi mi ha già aiutato in passato con donazioni di modico valore e per spirito di liberalità, non farà mancare il suo aiuto.Soprattutto qualora la Corte Costituzionale italiana dimostri – in un ricorso in via incidentale – una chiusura sulla tematica del rispetto della autodeterminazione del singolo e della istruzione a prescindere dal profilo sanitario del minore.Mi auguro non si debba arrivare a tanto, e che i Giudici della Consulta ponderino bene e con grande attenzione un eventuale e futuro giudizio sulla incostituzionalità o meno del requisito di accesso scolastico, che subordina la frequentazione della scuola ad un determinato profilo sanitario, come attualmente la legge 119/2017 fa. I diritti fondamentali dell’essere umano non possono sempre arretrare, retrocedere e passare in secondo piano di fronte a logiche statali di pretesa tutela della salute pubblica, spesso fondate in astratto e su ipotesi e tesi controverse, posizioni dogmatiche e scientiste, ed interpretazioni e saperi non esatti spacciati per esatti, attraverso l’inganno e la manipolazione dei dati.La Medicina non è una scienza esatta, né i medici sono scienziati, ma di questo, giuristi, avvocati, giudici e politici – nella loro poca familiarità con la disciplina della epistemologia- sembrano non ancora essersene resi pienamente conto. 

Luca Scantamburlocittadino e genitore27 maggio 2019, FVGwww.vaccinoconsapevole.blogspot.it
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1La prima volta che venni a conoscenza delle precise ipotesi di reato del procedimento penale preliminare, fu con la comunicazione di iscrizione “parte offesa” consegnatami dalla Procura della Repubblica di Roma, a seguito di mia istanza presentata personalmente presso la Procura di Roma, ai sensi dell’art. 335 c.p.p., nr. Prot. 9750/17, 03 ottobre 2017. Elenco fatti criminosi: CP art. 443, art. 452, 02.03.2017, PM Principale Golfieri Maria Letizia.
2A titolo di esempio, il DIFTETALL, vaccino difterico e tetanico adsorbito – prodotto già dalla Norvatis – si usa per persone dai sette anni di età in poi, ed il foglietto illustrativo del vaccino usato in Italia, riporta la formaldeide come residuo del processo di produzione (non più di 0,001 mg).
3The Food and Drug Administration (FDA) approved this vaccine in 2002. It is approved for use in children who are 6 weeks through 6 years of age to protect against diphtheria, tetanus, and pertussis. Content source: Centers for Disease Control and Prevention, U.S. Department of Health & Human Services , Page last reviewed: October 27, 2015 , Content source: Centers for Disease Control and Prevention, U.S. Department of Health & Human Services https://www.cdc.gov/vaccinesafety/vaccines/dtap-tdap-vaccine.html ; DAPTACEL is a vaccine indicated for active immunization against diphtheria, tetanus and pertussis as a five dose series in infants and children 6 weeks through 6 years of age (prior to 7th birthday). “[…] ≤5 mcg residual formaldehyde”, Sanofi Pasteur, Full Prescribing Information,®,fonte: 11 Description, DAPTACEL®, Sanofi Pasteur Full Prescribing Information , 253–DAPTACELhttps://www.fda.gov/files/vaccines%2C%20blood%20%26%20biologics/published/Package-Insert—DAPTACEL.pdf
4Fonte: “Each dose also contains 100 mcg of residual formaldehyde” , PEDIARIX [Diphtheria and Tetanus Toxoids and Acellular Pertussis Adsorbed, Hepatitis B (Recombinant) and Inactivated Poliovirus Vaccine], Suspension for Intramuscular Injection , Initial U.S. Approval: 2002 ,https://www.gsksource.com/pharma/content/dam/GlaxoSmithKline/US/en/Prescribing_Information/Pediarix/pdf/PEDIARIX.PDF , informazioni disponibili anche presso la FDA americana: https://www.fda.gov/media/79830/download
5 Trattatasi probabilmente – a meno che non si riferisca ad altro tipo di esposto, successivo – della denuncia presentata a suo tempo da un ex alto ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, leader del movimento politico citato, e resa pubblica tramite il loro sito Internet perché venisse condivisa:“[…] denuncia relativa all’illegittimità del decreto d’urgenza in oggetto, che fissa l’obbligo di 10 vaccini e relativi richiami per la fascia da 0 a 6 anni, con previsione di sanzioni, atti discriminatori nei confronti di minori, con esclusione dagli asili per i non vaccinati e di atti persecutori nei confronti dei genitori che intendano esercitare un loro inalienabile diritto. […]” a firma del Dottor Antonio Pappalardo, Generale dei Carabinieri in quiescenza, 20 gennaio 2018.fonte https://www.movimentoliberazioneitalia.it/web/2018/01/20/stop-alla-legge-dei-vaccini/

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