Lettere

10 marzo 2019

Con questo nuovo articolo inauguriamo una nuova sezione del portale dedicato a tutte le vostre lettere che man mano invierete all’associazione.
Sarà il vostro spazio sul sito dedicato alle vostre riflessioni.
Oggi vogliamo pubblicare una lettera di Marco T.,
buona lettura.

La Redazione


Periodo nero per i genitori che hanno scelto l’obiezione di coscienza per quanto riguarda la libertà di scelta terapeutica, una legge liberticida che si presta ad essere male interpretata, inasprita da circolari che peggiorano una situazione già caotica, il personale scolastico che ci minaccia di lasciare a casa i nostri figli dicendo che l’accesso all’asilo sarà negato se non dimostriamo di averli vaccinati con il termine ultimo del 10 marzo.

Il grosso dei media ci accusa di non proteggere i bambini più deboli, (gli immunodepressi), dimenticando di informare che i vaccini sono progettati per garantire una protezione personale non bloccando il contagio, ad esempio i bambini a cui viene iniettato il vaccino MPR, possono risultare contagiosi per circa 6 settimane dopo l’inoculazione.

La tensione e altissima e difficile rimanere calmi, il nostro morale e a terra proviamo un misto di rabbia e tristezza, con una sensazione di intensa preoccupazione, ma ci riteniamo genitori informati e coscienziosi, rispettosi dello stato di diritto, vittime di un abuso da parte di alcuni dirigenti scolastici che non vogliono sentire le nostre ragioni, anche se abbiamo seguito correttamente l’iter richiesto dalla legge.

Non vogliamo cedere a questo orribile ricatto “non sei vaccinato? vai emarginato!!” e non vogliamo neanche che i nostri figli vengano trattati come untori, proprio loro che godono di un’ottima salute.

Ma per fortuna ci sono gli amici del Piano B con loro ci possiamo confrontare e possiamo chiedere un aiuto, cercare assieme delle soluzioni per non essere soggiogati da questa deriva autoritaria in campo terapeutico.

L’aiuto non si fa attendere, ci mettono a disposizione un documento ricco di elementi per una corretta interpretazione della data del 10 marzo 2019 redatto da uno staff di avvocati, gli stessi che l’anno scorso hanno voluto ricorrere al TAR, vincendo la causa.
La sentenza chiariva che il termine per la vaccinazione imposta dalla legge 118/17  era la fine dell’anno scolastico e non prima.

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