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DANIMARCA: AL VIA L’ISTITUTO PER LA LIBERTÀ SCIENTIFICA. Featured

E’ prevista per il 9 marzo prossimo l’avvio delle attività del Istituto per la Libertà Scientifica.

Già’ il suo nome dovrebbe far nascere spontaneamente, in ogni persona “non addetta ai lavori” almeno due domande:”A cosa serve un istituto del genere ? Ma la scienza non e’ libera ?”.

Andando a vedere i fatti, e le persone, che hanno portato alla nascita di questo Istituto, ci si può rendere conto che la risposta alla seconda domanda non e’ cosi’ scontata come dovrebbe essere.

Peter C. Gøtzsche e’ il medico danese promotore di questa iniziativa, e la sua decisione di fondare l’istituto nasce in seguito alla sua brutale espulsione dal Nordic Cochrane Centre, dopo essere stato fra i padri fondatori di tutta la Cochrane Collaboration nel 1993.

Per chi non conoscesse la Cochrane Collaboration, istituzione con sedi sparse in tutto il mondo, essa si occupa di revisione delle procedure mediche in modo da fornire al personale del mondo sanitario le migliori basi scientifiche da utilizzare nelle decisioni sulle strategie di cura.

Fra i capisaldi dell’istituto ci sono (o forse bisognerebbe utilizzare il passato), la totale autonomia e indipendenza del personale coinvolto nelle ricerche, la assoluta trasparenza e accessibilità ai dati utilizzati.

E proprio la forte coerenza di Gøtzsche con questi valori sembra sia stata la causa degli attriti con l’attuale CEO di Cochrane, Mark Wilson.

La diatriba e’ iniziata per motivi quasi “banali”: Wilson ha accusato Gøtzsche di aver utilizzato la carta intestata di Cochrane per una denuncia presentata all’EMA nella quale esprimeva forti preoccupazioni per i possibili danni derivanti dalla somministrazione del vaccino HPV, oltre a presentare la sua testimonianza in un processo, senza dichiarare che la sua perizia esprimeva opinioni personali e non della Cochrane.

Gøtzsche è noto per le sue aspre critiche sui danni dei programmi di screening del cancro al seno, l’uso eccessivo di droghe psichiatriche e ha fatto riferimento all’industria della droga come “crimine organizzato”.

Ma il suo articolo più recente, con i coautori Lars Jørgensen e Tom Jefferson, è stato una critica pungente sulla qualità e sul metodo della revisione dei vaccini HPV di Cochrane.

Apriti cielo !

La leadership di Cochrane non ha perso tempo ad accusare Gøtzsche e il suo team di causare danni alla reputazione all’organizzazione, alimentando le opinioni degli anti vaccinisti e mettendo a rischio la vita di milioni di donne in tutto il mondo compromettendo i tassi di copertura dei vaccini.

La leadership di Cochrane ha spostato quindi la battaglia sul piano legale, affidando la faccenda ad un gruppo di avvocati e nel luglio 2018 e’ stata formalizzata una relazione di circa 400 pagine contro Gøtzsche, contenente le accuse di violazione delle politiche della Cochrane e su come egli avesse danneggiato la sua reputazione.

La risposta di Gøtzsche e’ stata un dossier di 66 pagine che descriveva, nel dettaglio, le accuse secondo cui il gruppo dirigente di Wilson stava “distruggendo” la Cochrane trattandola come se fosse un “marchio o prodotto”, e accusando Wilson di “gravi abusi e cattiva gestione di Cochrane”, “Manomissione dei verbali delle riunioni” e “gestione da paura”.

Roba non da poco, insomma, per un istituto che dovrebbe essere il simbolo dell’autonomia, indipendenza, ecc.

Gli avvocati si sono messi al lavoro sul dossier di Gøtzsche e l’aspettativa era di un verdetto in tempo per la riunione del 13 ° Consiglio di Presidenza di Cochrane.

Invece, dodici ore prima dell’inizio della riunione, il rapporto del team è stato consegnato al Consiglio con un avvertimento che il tempo concesso per la sua analisi era insufficiente per una revisione approfondita di tutte le questioni.

Malgrado lo scarso tempo a disposizione, nel rapporto viene evidenziato che nessuna delle gravi accuse contro l’esecutivo Cochrane poteva essere dimostrata, ma neanche che Gøtzsche aveva violato la politica dei portavoce o aveva agito in modo inappropriato nel suo ruolo di fiduciario.

Palla al centro, dunque ?

Durante il consiglio di amministrazione la co-presidente, Marguerite Koster, ha “concesso” a Gøtzsche qualche minuto per fare le sue dichiarazioni sul caso, ma testimoni nella stanza hanno riferito che Gøtzsche è stato costantemente interrotto prima di essere invitato a lasciare la stanza, mentre gli altri membri del Consiglio hanno continuato a discutere della situazione. A Gøtzsche non è stata data più opportunità quel giorno di difendersi.

Dopo oltre 6 ore di riunione, i restanti 12 membri del Consiglio hanno messo ai voti se Gøtzsche potesse conservare la sua posizione di membro del CDA e continuare a praticare sotto la licenza Cochrane.

Risultato: 5 voti per mantenere Gøtzsche nel CDA, 6 voti per l’ espulsione, uno si è astenuto.

Dopo 25 anni di servizio nella Cochrane Collaboration, dopo essere stato autore di 17 revisioni pubblicate sempre dalla Cochrane, e come se non bastasse Gøtzsche è anche l’unico danese che ha pubblicato oltre 70 articoli nei “big five” (BMJ, Lancet, JAMA, NEJM e Annals), dopo tutto questo egli avrebbe ufficialmente appreso del suo destino tramite una semplice e-mail.

Diversi membri del consiglio sono rimasti basiti per il trattamento riservato a Gøtzsche.

Alcune dichiarazioni:

“La valutazione dei legali ha fondamentalmente esonerato Peter dall’aver infranto la politica del portavoce, così i suoi nemici hanno trascorso la giornata inventando nuove scuse per sbarazzarsi di lui”, ha detto un membro. “Espellere Peter è totalmente sproporzionato”, ha detto un altro dei sostenitori di Gøtzsche. “Era come cercare un pretesto comportamentale per licenziarlo.”

Il giorno seguente, 14 settembre 2018, quattro membri del CDA di Cochrane hanno deciso di rassegnare le proprie dimissioni, in piena solidarietà’ verso Gøtzsche.

Tutti questi eventi hanno gettato pesanti ombre sull’operato della Cochrane Collaboration.

Pur con un carattere piuttosto ruvido e poco incline alla diplomazia, la sua figura ha sempre goduto di alta stima nel mondo sanitario e della ricerca; gran parte del suo lavoro Nordic Cochrane Center, si è concentrato sull’esporre i difetti delle sperimentazioni cliniche e l’indebita influenza dell’industria farmaceutica sulla ricerca medica.

Inoltre, Gøtzsche afferma che la politica di Cochrane in merito ai conflitti di interesse degli autori delle recensioni è inadeguata. “Ho proposto un anno fa che non dovrebbero esserci autori di revisioni di Cochrane che abbiano conflitti di interessi con aziende collegate ai prodotti considerati nelle recensioni”, dice Gøtzsche “Ma Cochrane non ha fatto nulla al riguardo”.

Attualmente, Cochrane consente a metà degli autori di una revisione di avere conflitti di interesse, una politica ampiamente criticata dagli addetti ai lavori e in gran parte sconosciuta al pubblico.

Quindi, perché Cochrane non ha fatto nulla a riguardo?

“Cochrane è diventata troppo sensibile alle critiche dell’industria farmaceutica”, afferma un membro del consiglio di amministrazione. Alcuni addetti ai lavori affermano che una “possibile preoccupazione” potrebbe essere che Cochrane tema che le critiche di Gøtzsche sulla revisione dei vaccini HPV abbiano un impatto negativo sulla sua sponsorizzazione dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

Come ci si può ancora fidare delle opinioni e dei risultati di una istituzione che opera in questo modo ? E’ possibile che chi osa sfidare questa macchina venga sistematicamente messo a tacere ?

Del resto, perfino il British Medical Journal ha definito la Cochrane come una nave che imbarca acqua, destinata ad affondare, e in molti centri sparsi per il mondo i ricercatori hanno lasciato definitivamente la propria posizione.

Ma, come se tutto questo non fosse ancora sufficiente, il 29 ottobre 2018 Gøtzsche e’ stato anche licenziato dall’ospedale danese presso il quale prestava servizio, con la banale scusa che la direzione ha perso la fiducia nelle sue capacita’ di dirigere la struttura. Ossia trattato come se avesse commesso chissà quale grave crimine, ma in realtà’ senza niente di concreto, e in piena contraddizione con l’impegno e tutti i risultati professionali della sua carriera.

Rieccoci quindi all’inizio della cronaca.

Gøtzsche non si e’ affatto arreso, e il 9 marzo 2019 partiranno le attività’ dell’istituto danese per la libertà’ scientifica, con sede a Copenaghen.

L’annuncio dell’iniziativa e’ visibile a questo link: www.deadlymedicines.dk

Il nuovo istituto può essere anche sostenuto tramite una raccolta fondi accessibile da questo link: https://www.gofundme.com/scientific-freedom.

Per chi volesse invece dedicarsi alla lettura di alcune opere di Gøtzsche, esistono un paio di traduzioni in italiano dei suoi libri:

  • Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario – 2015 – Giovanni Fioriti Editore – cod. EAN 9788899318017
  • Psichiatria letale e negazione organizzata – 2017 – Giovanni Fioriti Editore – cod. EAN 9788899318048

In fin dei conti, la situazione di Gøtzsche e’ per certi aspetti simile a quella di alcuni bravi medici di casa nostra che, solo per aver consigliato prudenza nell’utilizzo a tappeto delle vaccinazioni, fra il 2017 e il 2018 sono stati radiati dal proprio ordine professionale.

Che dire, forse anche in Italia ci sarebbe da creare un nuovo Istituto, proprio con la I maiuscola, che raccolga medici, o scienziati in genere, che abbiano veramente a cuore la scienza vera, quella che non ha paura di essere sfidata, quella che non viene comandata dalle grandi aziende mentre giocano a fare soldi con la salute dei cittadini.

Riferimenti:

www.deadlymedicines.dk

https://blogs.bmj.com/bmjebmspotlight/2018/09/16/cochrane-a-sinking-ship/

https://breggin.com/G%C3%B8tzsche/Whitaker-about-Cochrane-meltdown.pdf
https://davidhealy.org/cochrane-collaboration-or-cult/

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